LETTERA DI PRESENTAZIONE
Dallo Statuto dell’Associazione
“CAVALLERIZZO VIVE - KAJVERICI RRON”,
(fondata il 28 Luglio 2007):
L’Associazione
si propone l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale […]
valorizzazione della natura e dell'ambiente, della promozione della cultura e
dell'arte, della tutela dei diritti civili […] tutela storico-urbanistica […]
recupero geologico del territorio della Frazione Cavallerizzo del Comune di
Cerzeto in Provincia di Cosenza (e di tutti i comuni che ricadono nella fascia
interessata dalla faglia sismogenetica regionale che si estende da San Fili a
San Marco Argentano) […] recupero del patrimonio culturale ed ambientale
[…], con particolare riguardo alla
minoranza linguistica presente nel medesimo (L. 482/1999 e L.R. 15/2003).
La nostra
associazione non ha scopo di lucro. È nata con la precisa finalità d’impedire
l’abbandono di Cavallerizzo, della terra natale che ci ha ospitato, fino al 7
marzo 2005, nella quiete e nella massima salubrità ambientale. Il nostro
obiettivo fondamentale è quello di ottenere la possibilità di abitare
nuovamente le nostre case e ritrovarci nelle nostre piazze, nei nostri vicoli,
come risultato di un’aggregazione di forze raggiunta per mezzo di un’opera
d’informazione corretta e completa.
Siamo
animati dalla necessità di proteggere un patrimonio antropologico che rischia
di scomparire, coinvolgendo i concittadini attraverso l’organizzazione di
eventi a carattere sociale e culturale. Una maturazione in chiave ecologica
s’impone, per superare l’emergenza e prevenirne altre. Gli errori commessi
dovranno servire da monito concreto, contro la speculazione che non rispetta la
natura, per la sopravvivenza di usi e costumi secolari, di una cultura e una
lingua da salvaguardare.
Noi tutti
sentiamo profondamente il bisogno di difendere e preservare il nostro ambiente
vitale, le nostre case: ogni singola pietra conserva una cultura fatta di
tradizioni centenarie, alimentate dal contribuito di generazioni che affondano
le radici in una storia antichissima. Al fine di ampliare il consenso, in
collaborazione con associazioni affini, abbiamo intavolato un dialogo con le
amministrazioni degli enti locali – principalmente con il Comune di Cerzeto –
con l’intento preciso di ottenere l’adozione di misure idonee alla tutela delle
peculiarità del nostro borgo.
L’antico
centro storico di Cavallerizzo è rimasto intatto. Il dissesto idrogeologico,
limitato alla zona Sud del territorio e in buona parte provocato dall’incuria,
non esclude affatto la possibilità di un pieno recupero. In tutti i comuni
della media valle del Crati, urgono interventi di rinaturalizzazione, di
preservazione e riqualificazione ambientale, finalizzati a ristabilire
condizioni di continuità della vita sociale ed economica, a beneficio soprattutto
delle nuove generazioni.
La tragedia
di Cavallerizzo non è stata la frana, in sé, ma la disinvoltura con cui si è
stabilita, precipitosamente, la delocalizzazione di un’intera comunità
fondandosi su un allarmismo opinabile, che non trova consensi unanimi tra gli
specialisti geologi interpellati. Cavallerizzo non è un posto pericoloso, come
avrebbero voluto farci credere, né presenta rischi più elevati rispetto al
resto dei comuni che ricadono nella faglia S. Fili - S. Marco Argentano.
La montagna
è la sentinella della pianura, l’indifferenza verso i problemi ambientali,
anche i più semplici, si ripercuote verso valle, creando situazioni di
precarietà sociale ed economica; com’è accaduto a Cavallerizzo, con il blocco
della circolazione stradale per il crollo del brevissimo tratto di strada
provinciale, che attraversava l’abitato e che non è stato ripristinato, a danno
di tutte le attività presenti nell’abitato e nei paesi limitrofi.

